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Rina Xhihani

delusa dalle  proprie prerogative

 

 
   

 Cambiare Pelle



Quella porta non ha mai sbattuto,
si trascina avanti e indietro,
ed uno straziante cigolio
accompagna grigie giornate e trasparenti notti.

Due dita
girano e rigirano nei rosastri laghi
di un corpo...

La ragione non ha nome,
la realtà non cerca ragione,
mutilata si trascina infestando di dolori
i nostri giorni silenti.

Non si parla più,
e i muri crollano uno dopo l'altro.
Nelle lunghe ore di albe e tramonti
nessuno busserà per te...
Le parole sono perdute.

Qualcuno questa notte
corre, corre, corre
contro le pazzie che lo plasmarono
diverso dall'uniforme materia umana.
La sua pelle si stacca violentemente,
e là, in riva al mare,
si decompongono i mille piaceri
stampati su di essa.
Nessuno più dirà
"sono pazzo di te"!
Le parole qui muoiono.

La verità è cosi,
lontana dalla realtà e senza ragione.


 

 

Delirio

(immaginazione in una passeggiata
notturna)
 


Le vedo cadere,
sono decine decine decine.
Le loro urla mute sono la mia mancanza d'aria
qui in fondo al fiume
vedo riflessi impazziti di accecanti luci rosse.
La città m'inganna,
nel silenzio del suo finto sonno
sento occhi perforarmi la testa,
il buio legge il mio pensiero,
il buio guida il mio pensiero
il buio congela il mio pensiero.
E poi loro, fanciulle con vestiti gialli,
dai ponti le vedo gettarsi nel fiume,
lune piangenti affogano nell'acqua.
Solo questo macabro pensiero
accompagna la mia irrazionale notte taciturna.
Mentre passeggio
nella testa suona una musica
d'impulsi, grida, sospiri e suoni di spade che tagliano
l'aria.

(lungo i Navigli, Milano 2007)

 

 
 
 

Duello 


T'avvicini affannato
come se avessi corso la tua maratona,
e bevi dalla mia pelle,
respiri i tuoi sogni di gloria.
...mio sciocco bambino.

Le labbra nel buio
non sanno più distinguere i percorsi,
allora prendono tutte le strade,
ché tutto converge nell'invisibile arena
ove gladiatori bagneremo la polvere
d'abbandono ed estasi.
O vita o morte stanotte
per il nostro Eterno da conquistare.

Sono io, sei tu?
No, è solo questo vento impazzito
che dentro di noi s'apre infiniti spazi,
lasciando dietro felici rovine
annegate nel temporale della passione.


 

 

Adagio Mozart (concerto per piano)


Cammina lentamente sotto la pioggia,
l'impermeabile ha pianto le sue fatiche,
Parigi non è mai stata cosi vuota,
cosi silenziosa,
cosi priva d'amore.
Lui cammina, ecco che sul viso abbozza un sorriso,
il petto si gonfia di tramontati piaceri,
i sogni ora si mischiano alle pozzanghere.
Ma se potesse...
No!Si mette la testa tra le mani,
e bussa all'Autunno senza neanche una illusione.
Ma se non fosse...
No!No!No!
Non vuole più darsi speranza.
Le serate, le voci, le luci,
e quel ritorno al mistero ogni sera prima di dormire,
torbide acque dove affogare e da dove rinascere
sempre confuso e mortale.

Ora non vuole più dissetare vergini passioni.

Chi odiare questa notte,passeggiando per la rive gouche,
sognando i quadri di Toulouse Lautrec,
il calore del rosso porpora dell'antica Rue des Moulins.
Con le mani nelle tasche della sua impermeabile
è piccolo, piccolo,
il dolore è cosi dannatamente indifferente,
il dolore è cosi dannatamente irrespirabile.
Appoggiato sul pont Neuf,
osserva le braccia della Senna allungarsi nella notte,
portano via un gatto,
chissà se è vivo o morto,
chissà se c'è differenza- si chiede.
Lui sente di assomigliare a quel gatto,
abbandonato all'acqua torbida e alla grandezza.
Solo un singhiozzo.
Sette vite non bastano...

 

 
       
Rina Xhihani divinafollia poesiablu

 

 


 

 

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