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Nando Taccogna

 
 

 

Arrendevoli scuse

 

Affinché effluvi d’oli essenziali

 d'imperitura passione

fluiscano fin negli anfratti

 silenziosi della tua pelle,

nel cuneo fra l’inguine
e l’ansa immaginaria,
rendendo vana ogni difesa
all’oltraggio della carne,

arrendevole sarà l’urlo
al piacere indocile, unico,
stemperato dal respiro affranto
sospeso fra i polmoni e la gola,

è lì mia tenera creatura
che poserò il bacio crudele
tra la linea rossa ed il sipario aperto

 in sublime spasmo di soddisfatta voglia.

 

 
 

Il contratto
 

Immobile,
una sola possibilità,

ad ogni errore un sonoro ceffone
senza un indizio,
solo la sagoma disegnata
dall'ombra sul muro,

la tensione alle stelle, due sberle ancora
sul fondoschiena livido,
il terrore, la tensione di volerlo fissare
sull'iride screziato di sguincio,

poi l'urlo, l'accenno al pianto crudele
con le lacrime strozzate in gola,
legata coi polsi alla ringhiera.

Il piacere s'insinua lieve, poi stremata
il respiro di sollievo, finalmente

gli sguardi s'incrociano nel bacio
sigillando il contratto infedele, malsano,

chinandosi si arrende e subendone il fascino
consapevole sazia si concede.
Alfa non poteva essere beta.

Lei non poteva non sapere.
 

 
       
Nando Taccogna divinafollia poesiablu

 

 


 

 

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