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Skoiattolo
Charlie Chaplin disse che:
''ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un'ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una Vita per dimenticarla''.
TUA O NOSTRA
Forse domani ti dovrai sposare
ed io un consiglio ti vorrei dare,
ma non pensare sia per presunzione,
perchè dalla vita ho preso lezione.
dovrai arredare l'appartamento,
prova a pensarci sopra un momento.
dovrai abitarlo con la tua sposa,
perciò non scordarti mai di una cosa,
per dire: "questa è la casa nostra",
nulla gli devi tener nascosta.
Quello che conta sono i sentimenti
comprar con amore le cose importanti.
Riempite insieme la vostra casa,
fatela insieme ogni piccola spesa.
Se nella vita avrai qualche problema,
parla e con lei dividi la pena.
E se un progetto tu hai nella mente,
non devi fare da solo niente.
Fagli sentire le cose anche sue,
la vostra vita va divisa in due.
Quello che insieme
farete col cuore
terrà sempre vivo il vostro amore.
Questo è il consiglio che vorrei darti,
perchè domani non debba pentirti,
per non sentire mai la risposta:
"La casa è TUA, mai è stata NOSTRA!!!"

P.S. Dedicata ai miei figli e a tutti i miei nipoti.
DEDICATA A UN CANARINO
Povero uccello che stai chiuso in gabbia
canti di gioia, oppure per rabbia?!
Vorresti libero nel cielo volare,
poggiarti su un ramo per riposare.
Forse vorresti conoscere il mondo,
saper se è quadrato, oppure rotondo?!
Nessuno la porta ti vuol spalancare,
sembra tu debba una colpa scontare.
Pur se hai le ali, non puoi volare,
non hai peccati, ma devi pagare.
Come se stessi chiuso in prigione,
ti danno il cibo e non paghi pigione.
Povero uccello, cos'altro puoi fare?!
Purtroppo tu sai soltanto cantare!
Forse cantando in quella maniera,
paghi l'affitto della tua galera.
Lo so che in gabbia tu ci sei nato
e forse a starci ti sei rassegnato
e se anche un giorno riesci a fuggire
in bocca a un gatto potresti finire.
Tu non sapresti cercare il mangime,
perciò finiresti col morir di fame.
E' meglio quindi che resti la dentro,
continua a cantare, a sembrare contento.
Da quella gabbia non potrai mai fuggire.
La, dove sei nato, ci dovrai un giorno, purtroppo morire!!!
IL QUADRO
Guardo quel quadro
che ho sempre odiato,
però il motivo,
non l'ho mai capito.
Lo prendo, lo lucido,
lo rimetto a posto,
non riesco a togliergli gli occhi di dosso.
Chi lo portò disse che era la MADONNA,
guardai distratta quel viso di donna.
Poi venne un prete che serio mi disse:
Guardalo bene!
Non è alla MADONNA che quel viso appartiene!!
Io lo guardai,
vidi solo una donna,
senza vestiti,
ma non la MADONNA!!
E da quel giorno più forte l'odiai
e poi per anni lo dimenticai.
Senza vederlo lo spolveravo,
senza vederlo lo riappendevo.
Oggi guardo più attenta quel viso,
che fissa triste un punto impreciso.
Guardo quel quadro,
quel viso scolpito
e all'improvviso
il motivo ho capito.
Non era il quadro che il mio IO odiava,
ma ciò che la figura per me rappresentava!!
Oh! No di certo,
non è la MADONNA!!
E MIO quel viso!!
Son IO quella donna!!!
L'AEREOPLANO
Guarda nel cielo
quell'aereoplano,
sembra vicino
ed è tanto lontano
Ti pare quasi ,guardando in alto,
che puoi toccarlo facendo un salto.
Visto dal basso è così piccino
che può sembrare
un giocattolino.
Vorresti prenderlo
e poi pian piano,
poggiarlo sul palmo della tua mano.
Scordar la realtà... se non è bella
Sognar di volare con lui..
Su una Stella!!!
Eri la mia chimera,
il mio sogno più bello è più grande,
Quando ho creduto di averti raggiunto
misi il mio mondo nelle tue mani,
ti ho fatto dono della mia vita, di tutti i miei sogni,
di essi ti ho eletto re e padrone assoluto.
Il mio mondo cominciava e finiva dove eri tu,
i miei sogni comprendevano sempre e solo te.
Tutta la bellezza dell'universo
perdeva il suo fascino se tu non eri con me.
Tu, la mia unica ragione di vita!
Tu, amore mio, che hai fatto esplodere il mio mondo,
come fa un bimbo con il suo palloncino.
Tu, che hai fatto a pezzi la mia vita,
che hai trasformato i miei sogni in incubi.
Tu, che hai distrutto la mia chimera!!
IL VIAGGIO
Ripenso al passato
con un filo di rimpianto,
ripenso a te con molta nostalgia,
a come ti avrei voluto e non sei stato.
Sei solo tu?!
Son sola pure io!!
La tua solitudine non basta a riempire la mia.
Mentre cammino vedo la mia solitudine,
la vedo sul volto della gente,
la mia solitudine tra la folla,
la mia solitudine di notte,
una solitudine che mi svuota e mi distrugge,
grande come il mare e in cui rischio di annegare.
Parlarne è un suicidio di parole,
l'ennesima condanna di un epilogo.
Non biasimare chi ti disprezza.
Non chiedere amore
se non l'hai mai saputo dare.
Analizza i tuoi errori.
Impara ad amare
e gli altri ti ameranno.
Due linee parallele, che vagano nel tempo,
come binari senza fine, siamo noi oggi.
Viaggiamo vicini,
ma ognuno sulla propria linea,
mascherati da false ideologie,
che non bastano a giustificare le nostre vite,
L'oggi diventa presto ieri
e qualcosa dentro di noi si perde,
lasciando dei vuoti incolmabili.
Forse un giorno ci incontreremo,
al capolinea della vita,
ormai troppo vuoti e troppo stanchi
per capire, per cambiare
o semplicemente per rimediare.
Soffriva e immobile giaceva
in un letto
le disse il Signore: "Su, in cielo ti aspetto".
Lei non voleva,
fu costretta ad andare,
ma tanto ancora dovette soffrire.
Lottava con forza,
cercava appigli,
per non lasciare il marito e i suoi figli.
Spezzando il cuore a chi l'amava,
perché impotente soffrir la vedeva.
Riaprì gli occhi solo per salutare,
ma già il suo corpo era pronto a partire.
Fotografava con gli occhi chi amava,
mentre per sempre li salutava.
Cadde pian piano in un sonno profondo
e poi per sempre lasciò questo mondo.
Con quel dolore stampato sul viso
un nuovo Angelo volò in Paradiso.

P.S. Dedicata a mia
sorella,
colpita a soli 35anni da un aneurisma cerebrale
che me l'ha portata via per sempre.
Sai nonna...
MIO PADRE
P.S. Dedicata a mio padre, La
notte mi porta il silenzio
Ogni rumore è sordo e
lontano per me
...UN ALTRO
UOMO!!!...... "
mi accorgo tante volte di pensarti,
parecchie son le cose che volevo dirti,
ma non ho fatto in tempo, tu non c'eri,
il tempo vola in fretta e sembra ieri.
Sento la voce tua che mi consola
quando mi sento triste e sono sola.
Come una musica, sento la tua voce,
mi parla dolcemente e mi da pace.
Rivedo me, con l'abito da sposa
e vedo te, che mi abbracci orgogliosa.
Ti immagino così e ti amo tanto,
quanto ho desiderato che tu mi fossi accanto!!
Parlare un po' con te, noi due soltanto,
tu che con le carezze consolavi il mio pianto.
Ho un gran rimpianto ora che son cresciuta,
di non poter mai dire di averti conosciuta.
Soltanto poco prima eri partita
e da quel lungo viaggio non sei più tornata.
Non ho nessun ricordo di te nonnina mia,
prima che io nascessi, eri già andata via,
solo una foto, per conoscere il tuo viso,
sapevo solamente che abitavi in Paradiso.
Che strano mio padre,
con quel suo modo di dire, di fare,
di parlare, di scherzare,"particolare".
Con il suo modo di comportarsi,
ragionare, giudicare, reagire, "particolare".
Con le sue regole da dittatore
e il suo essere libero da ogni regola.
Con il suo parlare sempre
dei doveri dei figli verso i genitori
e il non parlare mai
dei doveri dei genitori verso i figli.
Con quel suo essere testardo,
prepotente, presuntuoso, egoista
e allo stesso tempo essere
vulnerabile e indifeso come un bambino.
Con la sua grande voglia di vivere
e la sua immensa paura di farlo.
Con quel suo voler far ridere a tutti i costi
e come un clown, alla fine dello spettacolo
togliere la maschera
e piangere tutte le sue lacrime quando rimaneva solo.
Tutto questo lo rendeva diverso
dalle altre persone e dagli altri padri.
Non saprei dire se migliore o peggiore.
Dal momento che in questo mondo
nessun uomo è uguale a un altro,
forse potrei dire "unico"
Si contraddiva sempre, in tutto e per
tutto.
l'unica certezza che il suo enorme pessimismo
gli permetteva di avere, era che
qualunque cosa avrebbe voluto o potuto fare,
sarebbe stata un sicuro fallimento.
Questo gli impediva di
cominciare
e finire qualunque cosa,
di prendere qualunque iniziativa o decisione.
La sua eterna insicurezza,
la sua immensa paura del mondo,
lo bloccava e gli impediva di andare avanti in ogni senso.
Diceva sempre che voleva morire,
ma, aveva paura della morte.
Però, aveva anche paura della vita!
Trovò la soluzione nel suo solito modo "particolare":
Prima smise di vivere... e poi morì!!
Per come avresti potuto essere e non sei stato,
per quello che avresti potuto darmi e non mi hai dato,
mio strano, infelice ,caro e dolce papà,
ora chi eri finalmente l'ho capito!
Questa lettera è per dirti:
Perdonami papà!
Perchè io ti ho perdonato!!!


morto sei anni prima di morire realmente.
Il morbo di Alzheimer lo ridusse a un vegetale.
che diventa solitudine
e insieme nostalgia.
Ogni ricordo, come un gioiello,
diventa sempre più prezioso.
Ricordo una bellissima farfalla..
che sognai di afferrare..
ma che per sempre mi sfuggì
ormai è irraggiungibile..
e si è portata via la mia
giovinezza!!..
Silenzio.. affogo nel silenzio..
Silenzio.. Taci mondo!
Lasciami ascoltare il rumore di una lacrima che cade,
lasciami ricordare il pianto di una ragazzina
che voleva diventare grande per amore.
Ora lo è, ama.. e soffre!!
Silenzio.. Taci mondo!
Ascolta il pianto di una donna
che vorrebbe tornar bambina..
per non soffrire più!!..
sento la notte che arriva,
silenziosa come il tempo
e profonda come l'abisso.
Pensieri monotoni inondano la mia mente,
come una marea,
la nebbia mi circonda
e sono sola con il mio dolore.
Il mio sguardo si perde nel buio della notte,
in un tunnel senza amore..
Come nomadi i miei pensieri
si accampano nella mia mente,
fino a riempirla tutta,
fino a non trovare più posto..
e allora cominciano a vagare,
cercando di prendere il posto
ora dell'uno, ora dell'altro,
fino a mischiarsi tutti.
Angoscia e malinconia
si tuffano nel baratro della solitudine..
Vorrei qualcuno a cui aggrapparmi,
vorrei una luce incontro a cui correre
nel tunnel dell'indifferenza in cui mi sento persa,
mentre le lacrime si rifiutano di scendere giù
e i minuti eterni si rincorrono
e penso agli attimi che ho bruciato
insieme a una parte della mia vita,
che con eterna malinconia..
rimpiangerò di non aver vissuto!!..
Certo ultimamente le cose fra di loro non si può dire che
andassero molto bene, ma non avrebbe mai immaginato che...
Non riusciva a capire:..
Dove?.. Cosa aveva sbagliato?
Eppure si erano sposati per amore, nessuno li aveva
costretti a quel matrimonio, erano stati molto felici,
avevano avuto due figli meravigliosi, quanta tenerezza nei
suoi occhi ogni volta che posava il suo sguardo su di loro
ogni volta che li prendeva in braccio quando erano piccoli,
era un padre attento, affettuoso e i suoi figli lo
adoravano.
Poi aveva avvertito quel cambiamento in lui, non sapeva dire
da quanto tempo, era avvenuto a poco a poco, ma sentiva che
non aveva smesso di volerle bene, sempre premuroso verso di
lei, (a parte i loro rapporti sessuali che si erano
diradati, fino a cessare del tutto).. era cambiato il suo
modo di amarla, l 'amore si era trasformato in affetto...
quasi fraterno.
Ma lei lo amava ancora, non poteva accettare quell'assurda
realtà:
"Vado via. Voglio divorziare. "
Glielo aveva detto così, a bruciapelo, quasi avesse paura
delle sue stesse parole.
Uno scoppio dentro al petto di lei.. il sangue, dov' era
finito tutto il suo sangue, non lo sentiva più circolare
nelle vene, un freddo mai sentito seguì le parole che lui
aggiunse.
Per un tempo che le parve infinito pianse, chiusa nella loro
stanza che li aveva visti felici, dove avevano creato i loro
figli.
Mai avrebbe potuto immaginare di essere lasciata dall'uomo
che amava per un motivo del genere.
No!!.. Non era vero!!.. Era solo un incubo, si sarebbe
svegliata e...
Quando si decise ad uscire dalla stanza, le lacrime non
scivolavano più sulle guance.. gocciolavano dall'interno,
come un rubinetto rotto, direttamente sul cuore, corrosive,
brucianti, come fossero intrise d 'acido.
Come avrebbe affrontato l 'argomento con i suoi figli?..
D'accordo, non era la prima volta che una coppia si
separava, uno dei due s'innamora di un'altra persona e
chiede il divorzio per tornare libera, i figli pian piano si
abituano alla nuova situazione, una settimana stanno con la
madre, una con il padre, che sarà mai??... Che sarà mai??...
Ma... lei come avrebbe spiegato ai loro figli?..
Avrebbe detto: "papà ha deciso di andare a vivere in un
'altra casa, con un 'altra persona, di cui si è innamorato
".
Facile!!.. Che sarà mai??..
Già!!.. Che sarà mai??..
Ma... Come poteva dire loro: "Papà, il vostro Papà, ama un
'altra persona, con la quale ha deciso di dividere la
propria vita.. e che questa persona in realtà è...
P.S. Non è autobiografica
Vide lo scoiattolo arrampicarsi e poi sparire veloce sull'albero, si fermò a guardarlo sorridendo. Riprese a camminare adagio, ascoltando quel silenzio rotto a tratti dal canto degli uccelli e dal rumore delle foglie sugli alberi mossi dal vento.
Tutto era così bello intorno a lei da sembrare quasi irreale, sembrava che i rami degli alberi si chinassero fino a lei per salutarla, si sentiva calma e rilassata, felice di aver deciso di fare quella passeggiata in quel paradiso dove tutto sembrava magico.
Alzò gli occhi verso il cielo, un uccellino sul ramo di un albero sembrò intonare una canzone soltanto per lei, girò lo sguardo e si accorse che il sole stava tramontando, camminando non si era resa conto che si era fatto così tardi.
Si girò per tornare indietro, ma dopo un pò che camminava si accorse di aver sbagliato strada, ne tentò altre e altre ancora, ma tutte si interrompevano dopo un pò.
Cominciò ad avere paura, si era persa e intanto si faceva buio.
Gli alberi le apparivano adesso come enormi mostri minacciosi, i versi degli animali la spaventavano a morte, gli uccellini non cantavano più, sobbalzava ad ogni piccolo rumore.
Cominciò a correre, i rami degli alberi le graffiavano il viso, le laceravano i vestiti, sembravano mani enormi che tentavano di afferrarla.
Avanzava, tornava indietro, cambiava strada, ma aveva l'impressione di girare su se stessa e di essere sempre nello stesso punto.
Piangeva ormai presa dal panico, si fermò senza fiato guardandosi intorno in quel buio sempre più fitto, vide due occhi luminosi che la fissavano, gridò con tutto il fiato che le era rimasto e gli occhi luminosi volarono via.
Riprese a correre terrorizzata accecata dalle lacrime, cadde, sentì un bruciore alle ginocchia e alle mani, ma si rialzò e riprese a correre ignorando il dolore, la paura era molto più forte.
Quando all'improvviso le sembrò di scorgere delle luci in lontananza, senti i suoi amici che la chiamavano a gran voce, (preoccupati per non averla vista rientrare avevano deciso di andare a cercarla).
Era salva, il cuore gli batteva forte per la gioia, Capì di aver trovato finalmente la strada giusta per uscire da quell'incubo, da quello che le era sembrato un Paradiso e che in poche ore ..... si era trasformato per lei in un Inferno!!
Per quanto cercassi di resistere
sapevo con assoluta certezza
che non ce l'avrei fatta
poiché l'avevo desiderata per tutto il giorno
non avrei potuto resistere al suo profumo.
Che cosa c'era di più bello e invitante
dopo una giornata di stressante lavoro.
Sento già il suo profumo
mentre salgo le scale.
Apro la porta di casa
e il profumo si fa' più intenso.
Finalmente la vedo
è già lì pronta, che mi aspetta.
Solo a vederla...
chiunque l'avrebbe desiderata.
Sblocco ogni resistenza...
la forchetta era lì
davanti a quel piatto fumante e profumato
di spaghetti all'amatriciana,
non rimaneva altro da fare
che arrendermi al suo fascino...
e cominciare a mangiare...
CHE FAME RAGAZZI!!!
A volte
dopo tanto freddo
senti un calore così forte
da farti illudere di aver trovato quel SOLE
che da sempre hai tanto cercato
ma poi
improvvisamente
ti accorgi che il calore proviene da un piccolo falò!...
Piccoli pezzetti di legno che bruciano
e che presto si spegneranno
lasciando solo un po' di cenere
che il vento
farà volare via!...
E il calore sparisce!...
NIENTE SOLE!...
e il freddo di prima ritorna
ed è più freddo che mai...
GELA IL CUORE!...
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