Commenti alle opere
divinafollia 2007

 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Sammaritano   

 

 

 

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Senaca)
Mi sono seduto dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati. (B.Brecht)

 

 

 

 

 

 

 

6

 

 DUE SASSI



 
Siamo due sassi vivi
e tu scrivi di me
pensando di parlar della tua storia.
Maschera nostalgica
sospira nella notte.
Mari silenti
addensano nuvole inquiete.
Sogno ucciso
da un raggio di sole,
inesistente mole,solo due sassi.
Fantasmi di pensieri
e futuri incerti.
Dolore mio
ti colorerò d’argento,
sei sogno trasparente.
Strana malinconia
camminar nella nebbia
nascondendosi al mondo.
Attimo sbagliato,
atmosfera svanita.
Eco di luce,
misera comprendo
è l’illusione dell’anima mia.
Ma prendi la mia mano
e portami nel sole:
urlerò il tuo nome al vento.
Io sono la tua ombra,
l’ombra che hai incontrato
l’ombra che ti ha amato,
che ti amerà per sempre.
Ma almeno un giorno potrai dire,
tra immobili lacrime di me:
ho amato un’ombra,
la metà di me,evanescente
morente e eterna,
che lasciano due sassi
al calar del sole.

 

 

 

 

 

 

5

 

 Tutti eravamo pinocchio

Rigido ceppo , tocco dolce e aguzzino
in magiche pareti umide e dolci ,
come ogni bambino nasce Pinocchio .
Il tuo nasino , teste del candore
per ogni bugia ,
non ha curve perverse.
Sboccia e appassisce come un fiore ,
innocuo come bisce sulla roccia .
Tutti eravamo Pinocchio :
marmocchi dall’identico nasino;
gaudiose voci protese nell’incanto
della semplicità di pane e noci .
Quanti Pinocchio ora sono adulti
a maneggiare ceppi e crearne ancora
magari per offrirli a Mangiafuoco ?
Vedi quanti nasi sono atrofizzati
Per non “ungere” con l’olio il testimone ?
Siamo dei ciechi gatti e claudicanti volpi;
abbiamo ucciso anche la tua balena .
Popoliamo miracolosi campi ;
fiamme per le morbide falene ,
agguati per teneri “virgulti”.

 

 

 

4

 

 

 

LUNA PARK

 


 Le giostre galleggiano coi bimbi,
nel mondo di Alice
che non si meraviglia.
Berenice non parla
si pettina la ciocca sulle stelle.
La zingara offre rose
e costose previsioni
fino a esaurimento delle scorte.
La sua sorte sarà di meretrice.
Il mangiafuoco ingurgita il petrolio
e  scoppia ridendo;
la sua testa è ora al tiro a segno:
devi colpirlo in bocca
per vincere una moglie di peluche.
Lo zucchero filato non si tocca:
è delle formiche
divenute larghe
per le maniche del nano…
E la donna si fa la barba
nel suo privato:
l’innamorato suo
l’aspetta per il ballo…
E’ il momento
di andare al luna park,
al tempio dove si tocca il fondo,
per apprezzare le magie
della nostra anima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3

 

 

 

Sei bellissima

 



Bellissima: ridi oltre la siepe cristallina.
Dolente spesso è questa mia nota
ma te , ignota , t'avvicino e siedo.
Schiudi le mani a quel po' di cibo
messo da parte di nascosto
e riposto nella tua sacca rammendata:
smagliata, forse, da canoni e parvenze
giochi di gioventù degli anni tuoi
gioghi di buoi su terra delle sciare
vorresti zavorrare con coriandoli
gettandoli in oceani conosciuti.
Il lupo che accarezzi ti comprende,
non si sorprende ché il suo silenzio imposto
picchia selvaggiamente il tuo parlare.
E sei bellissima
quando gli fai ammirare
una maglia leggera anche al colore
come se umano fosse.
Guarda i tuoi occhi e la tua bocca:
sai che non t'ama invano?
Adesso devi andare,sole nascosto
da un'innocente ed ignara nube.
Ti guarda dimesso e torna alla sua tana
per non spartire il suo eterno pianto.
Bellissima ti giri e t'allontani
e più pesanti le tue mani senti;
un pezzo d'oro in quel anulare,
prima dell'alba tornerà a cantare.
Negli inverni , nel letto o sul divano,
se la tempesta t'ha impedito il bosco,
lo penserai con la pavida ansia
mettendo una postilla a una poesia.
Tu,quella via, tanto la conosci;
sai che puoi scovarlo quando vuoi
ché è morte certa e anima randagia.
Dei tuoi sorrisi e dei suoi bocconi
adesso non potete farne a meno?
Nel sereno, danzerai con lui
bisbigliando di cose da venire,
di immense stupidate
acclamate dal volo dell'airone:
alla quinta stagione voi darete il nome.
 

 

 

 

 

 

2

 

GLI ARANCINI

Due arancini e un tè
sono il mio pranzo:
per cinque giorni,in piedi,
tra ambulanti cinesi
e colletti tesi tra cravatte e giacche.
Come si ingoia male un arancino
se pensi che a Montalbano
li fecero diversi ed eminenti.
Diversi come i suoi i giorni
alle prese con cadaveri eccellenti;
intarsiati da misteri da sbrogliare
per menti che odiano dormire.
Qui è diverso: le nostre vagano
sul peggio del sopore,
tra il bicarbonato
del primo pomeriggio.

 

 

 

 


1 

 

ONDA

Onda che tra mille sei una soltanto culli come una madre , che
spesso nega il seno , belli e immortali come le tue fragranze.
Miti , leggende e mostri ,
tributi d'anime ,
foto d�amori morti,
terre mai toccate e di raggiunte .
Sognate dolci ed ingoiate amare .
Pigri gabbiani ,
chimici melanomi come serpenti
facce senza nomi e nomi senza facce
e vuoti di bottiglie, che tra le chiglie storpiano il tuo canto ; ma ,
di
tanto in tanto , vomiti questa lordura e sta sicura che ti vedo diversa
come
a diversi occhi è dato poter fare .
Scegli senza esitare a chi offre il seno e , al giusto momento , un
arcobaleno...
E ti dovrai nutrire senza fine
di pasti annaffiati da un buon "tears".
Ma scegli solo fiori e non lo sanno
che nel tuo grembo
non possono appassire .

 

 

 

 

 

La seduzione del vento

Quando la primavera giura il suo ritorno,
il mare sembra un bimbo appena nato
che profuma di colonia e d'innocenza
e, ogni tanto, regala il suo vagito.
Di una donna rivolta verso esso,
guardavo i capelli che ad un garbato vento
si concedevano come nude linfe.
S'inarcavano lievi al loro amante
tornando giù senza fare sosta.
Lei contemplava la pelle del mare
senza sapere d'essere dipinta.
Cedette al sonno, con l'ultima boccata,
si strinse al golf forse troppo largo
o troppo stretto per viverci da sola.
Le nostre distanze furono sottili
e del suo volto evitai lo sguardo.
Facile dimenticar solo un dettaglio
ma mai un fermaglio che incatena dee.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANIMALI

Indifferenti alla libertà
si aggirano esseri
d'una anarchia compita.
Beati di pasti umili, corse,voli,
femmine e olocausti.
A loro nulla dicono
soli , stelle e candide emozioni,
versi di poesie
d'infranti amori, spesso
ultima carta da giocare:
pezze troppo bagnate dagli umani
a stento asciugate
da asettiche scopate.
Al banchetto finale,
effeminati e lacché di cera
prendono posto accanto alle puttane
bagnate come polvere da sparo.
Costole e cosce tra foglie d'alloro
esaltano la morte di cannibali:
un gusto diverso regalato
da animali. cannibali
ma per scelta di Dio.

 

 

 

 

 

Quella del primo piano

(poesia erotica)


Io vorrei , quella del primo piano
per mano prenderla:
stenderla su niente
per sentire di più quello che immagino.
Non mi confonderei mai
tra umidi peli e gemiti
capezzoli che vedo e che non vedo
quasi ogni giorno
quando l'estate è giovane.
Le darei parlare parole senza senno
indicibili note per un altro orgasmo,
ma nostre.
Tra le giostre dell'eros
si metterà a cavallo
e i suoi occhi, neri come un corvo,
si chiuderanno piano
quando più giù,lontano,
un ennesimo fiume la travolge.

 

 

 Il treno delle 20
 

 Il treno delle 20
Il treno delle 20 sopporta nel ventre
gli ultimi effluvi di chi è appena sceso:
gli ultimi di chi non scende mai.
Un mezzano finestrino aperto
schiude due labbra , impronte di rossetto, 
a uno vestito bene e trasandato dentro.
Parla di nitide catene, pizzica la brochure
del libro geloso d'un capello nero.
come si può dire di no a quelle mani
al cracker dorato che non pretende nulla?
La sua calda poesia striscia via su fasce
di alberi veloci e di macerie antiche:
eccentriche orme d'un valzer della terra.
*
"Cosa m'importa se m'ha ascoltata o meno
però l'ho fatto, ho tirato le mie rughe;
perché questo rottame non si spezza
facendoci sgorgare nella colpa?"
Balliamo come la terra senza una ragione
lambiti astri lontani , rovine senza tempo.


*riferimento al sisma che colpì gravemente la Sicilia occidentale
  alla fine degli anni '60 (N.d.A.)

 

 

 

 

 


 

Gli Amanti
 

Gli amanti sono soltanto orfani tristi;

spazi vacanti tra un mattone e un altro,

indomiti puledri, oceani tristi.

Turbini di rare foglie gialle

abbandonate a morte

da un inclemente sole

che si defila avvolto in uno scialle.

S’arrendono a metà alle masturbazioni

dei perenni e iniqui autunni:

uniche stagioni degli amanti.

Ogni giorno scaldano le cene fredde e
crude contornate di trovate astute:

unghia finite per la ruggine d’un letto.

Un tappeto di scarsa imitazione,

aspetta la cena di lavoro,

la pizza con le più care amiche,

mezza bugia , mezza verità.

Una pioggia di rugiada sporca,

piove dai loro inferni vacui:

prona dimora solo per gli amanti:
centauri e sirene sofferenti.
 


 

 

I MIEI PAMPHLET

 

I giorni qui erano i miei pamphlet :
pensavo a eretiche sottane su marrane ,
a ricchezze a centomila libri , a mille quadri .
A ladri d’anime che attanagli in pugno
Per farli schiavi in un consommè …
E con piacere rido di me stesso
Fino alla sera fino a che è già ieri .
Fino a che i pensieri , stanchi fringuelli ,

si appollaino su rami senza vita …

Allora ritornano due dita vincolati

da due cerchietti d’oro ;

ma sono già stanco per dire

se è successo in un cesso ,

in una chiesa , o in un deserto .

 

 

 

 

 

 

 

La casa giusta

 

Al centro d’ogni giusta casa

un bravo focolare , anche per i lari

la fiamma arde di legittime parvenze.

Canta una mamma per il suo bambino

e di là un destino aspetta

in smoking unto e scioglie il papillon.

Sorvola la mamma al punto del refrain

su una ragazza con il raffreddore,

sull’odore rubato al vecchio e alla sua amante,

a un pezzetto della loro storia

privo di amori immensi

di lacrimosi addii :

“Perché siamo vecchi e specchi non ne abbiamo

dove rifletterci o volerci arrampicare “

Canta ora in silenzio

quella mamma

verso uno smoking gettato su un sofà

e un papillon

che è troppo diverso

da farfalle uccise

per vigliaccheria.

 

  



 

 

 

 Resti di passato


 Adesso sono con te:
mi stringi la mano
guardando sereni
alle mie spalle.
Vediamo marmoree
magre orme:
ossi d'avvoltoi
estinti
tranne le loro
putride penne.

 

 


 

Settembre

 

Settembre rimette in ordine ogni cosa:

il vestito della solita che si sposa a giugno

il mugugno dell’emigrato sullo Stretto.

Prelude sopore ai gechi sui muretti,

Anneriti dalla caligine dei tanti barbecue.

Scende in silenzio, soffia sulle fiaccole

di amori e frutti e profilattici umilianti.

Settembre li raccatta mentre gusta

una frazione iniqua d’anime fuggevoli.

Di più, bagnate mani dalle onde,

divine se a coppe, eremo dei nostri umori,

maschere di follia che settembre stacca.

Perché non saprai mai quanto è predatore:

mercante di fumo e apostata di ghiaccio...

Guardo le mie mani che il suo aratro solca

e i miei meati e le mie bambine,

randagie stelle, conforto senza fine,

fuggite vie da un firmamento d’ombre

in un settembre che riordina

ogni cosa.

 

 

 

 

 Insonnia

 

I nostri sentieri sembrano labirinti

A loro ci affidiamo lasciando

paure per  barattare incubi

Siamo anime senza meta ,

anime sole , anime senza.

Viole oppresse da gelida brina .

Lei ci tiene per mano cercando una luce

, sinonimo di pace.

Si scioglie il ghiaccio

da mille candele

accese da un sorriso

…anche una lacrima nella sua

effimera vita, può essere felice.

formano una luce adesso fioca

e arido sarà di più questo mio mare

se mai del tuo alimento

non mi potrò nutrire.

Sentimento o passione un nome,

un orgasmo o la tua voce?

Cosa mi lega a te? cosa mi turba?

Cosa sarà questa fragile illusione

Con te accattone essere voglio

Non un nebbioso sogno…

Ed ogni notte non si perderà…

Piacevole dolore stammi vicino.

 

 

 

 

 

 

Nessuno verrà nudo


testo dell'opera Il ventre della violenza
tana d’una placenta senza colore
partorisce gemelli senza fine.
Forme contorte letali unicamente
dissemina e non brucia e tace:
capovolge nel niente della pace .
L’illusione forse, giova nell’attesa.
Quell’anima protesa,
oltre al nome
non ha più ritegno .
Tra le rovine luccicano cristalli
frustrati nel non poter sgozzare ancora.
Nessuno, per questo, all’alba di domani
verrà nudo e percosso a reclamare .

  

   

 

 

 

Vecchio
Cosa significa diventare vecchio ?
Veder più chiaro con la cateratta
e capire che i barlumi del passato
Come di cioccolato
sono l’argentea carta ?
Dare le spalle a chi ti trascina
da mille anni senza sputarti mai ?
Su una sedia con le ruote nuove,
per non farle dispetto,
evito il suo volto
Perché, e troppo poco,
le ho rivolto il petto.
Andiamo in quel posto,
al fiume mascherato
da un remoto sole che guadi nascondeva
e dall’altra parte non si scorgeva riva.
Come vitelli sotto possenti madri,
sotto oleandri musici omertosi,
chiedo un po’ d’ombra
e un libro di ricordi.
La stessa rana e la stessa biscia
ripassano dal plaid senza un saluto.
All’amo innescato con una mosca immobile
so che nessuna trota crederà mai .
E parlo con quella che mi sta di spalle:
sollecito puro per sentire la sua voce.
E le mie braccia vedo ancor più corte.
Rovinerei le acque del suo fiume
che arretra perché l’ ho derubato
di una bellezza nuotandoci da ratto.
E non attenderò cadaveri passare
né di nemici , né di conoscenti.
L’ultima freccia nella mia faretra
sibilerà nobile ma da un altro arco.
  

 

  

 


 

 

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