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Giovanni Oppici
Anima
Davvero vieni in questa vita tentatrice?
non sono le verità del mondo , ma le favole e i miti, i ragi del tuo
spirito libero, che si tuffano in audaci storie antiche di poeti
immortali.
guarda, anima mia, questo è il disegno di dio, e su questa terra devi
iniziare il tuo viaggio, che sarà la maglia di questa complessa rete,
che unirà i popoli di asia africa e delle lontane americhe.
a loro dobbiamo i nostri canti, agli indovini ai capitani e agli
esploratori...e allora imbarchiamoci, anima mia,..non abbiamo certo
paura degli sconosciuti oceani e di queste
vele mai spiegate.
abbiamo messo ali troppo potenti per questo viaggio...e allora soffia
vento..soffia..ancora più forte..punta su altri luoghi, e se per un
attimo ti perderai,stringiti a me, anima mia.
versi sparsi......
solo per questa volta voglio scrivere su di un foglio bianco,
che non ha margini, e vorrei catturare la tua voce,
assaporare i tuoi sogni.
ti ricordi quando piangevo e le lacrime lavavano via queste parole...
"ho paura di chi dice che può aiutarmi,
ho paura che la gente non possa sopravvivere..
ho paura"
le scrivevo come se stessi seguendo una linea immaginaria,
dettata da chi sa cosa....
perdonami...perdonami
La nostra africa
Si danzava per la nuda gioia con i
ritmi antichi della tua
natura, con il sorriso, la tua calda voce e i tuoi dolci frutti.
anche la mia donna con le sue movenze faceva ingelosire la pantera.
ai piedi del grande albero , si bruciavano i tuoi miti.
africa.. africa mia ..cantata dagli avi di quasi bambini che indossano
vesti di ferro e sangue, le loro catene straziano il mio cuore.
sei tu il dorso che si piega sotto il peso dell'umiltà'
ma adesso..africa germogli di nuovo..ostile ,paziente e fiera, i tuoi
frutti torneranno, la tua antica voce squarcerà l'oblio e il
sapore di libertà sarà finalmente tuo.
Quella notte..
Ti sento sei nella mia mente
ti sento sei gioia e pena
ti sento nel tuo piccolo regno con quel buoi da te desiderato.
Portami la... dove noi, un pò per pigrizia, stringevamo nelle mani fiori di campo..
aspettando che l'acqua di quel canale s'oscurasse.
Ti sento... eri tu
hai ucciso la paura per vivere
ti sento... ma non dirmi ora t'amo, ti voglio e sono felice solo con te
ti sento... ora, adesso che i carri di fuoco non sono più appesi alla gabbia
della tua anima.
Aspettiamo solo che la notte cada.. e solo in quel momento ti avrò.
Solo in quel mattino t'amerò... senza ritorno.
Le mani di Vittorio
imbrunite dal sole dell'estate
pallide dalle brumose giornate invernali.. mani forti
si sono cibate di frutti , cacciato animali sacri agli dei...
sono mani che hanno esaltato il male?
hanno colto sogni quasi perversi e si sono fatte udire nelle terre
d'oriente .. da Samarcanda a fino a Saigon ...
sono mani che hanno venduto il silenzio..?
sono mani forti, pesanti che piegano senza far male
sono splendide, appassionate.. dal sangue color rubino.
sono mani operaie, dalle dita grosse
ebbre dal caldo delle fornaci..
molte volte sono consacrate a dio ,e fanno sussultare le nostre anime, come
labbra
d'innamorati....scuotono catene.
Vittorio con le mani ha chiuso la vita in una scatola, e la penna corre in
modo spasmodico su carta ingiallita dal tempo,salvando molte vite.
curvo sul tavolo.. Vittorio scrive... scrive .. sono mani d'angelo
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