POESIA POESIABLU DIVINAFOLLIA IL SITO PER L'ARTE, LA POESIA ED I NUOVI POETI DI SILVIA DENTI
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   Jack-jacquelime Miù

 
   

Sesso e fumo



Ho una dipendenza da dolci, da sesso e da fumo.
Sono ancora crisalide in futuro, farfalla
più notturna forse perché
sembro allergico alla luce.
Cerco spiegazioni alle mie dipendenze fisiche, ma
molti ne hanno d?altra natura e
i martiri gli hanno già messi in croce
o sulla ruota ...o ghigliottinati...
Ho il virus della parola scritta,
malattia mortale per romantici in via di estinzione
nonostante i maledetti difetti son immune
alle circostanze, ai finti buoni e
alle letterature frigide dei nostri tempi.
Attendo il Messia d?inchiostro.
Sui miei tentacoli occasionalmente
resta del succo dolce
di labbra rosse,
non sempre però,
di solito l'amore mi guarda come uno zoppo
vien visto all'arrivo di una corsa,
.......
ho ramificato vicino a uomini trasparenti,
immense fronde sospese sui loro crani
senza fiori o germogli dei semi
lisci come le posate d'argento
della nonna.
Immagino un mondo senza l'apocalisse
col dopo il diluvio universale,
piante fresche e nuove vite
angeli unti nella luce del perdono
e io per esserci allora
mando avanti i peccati col prego di mia madre,
avanti nella tempia bianca
pura col segno della croce fisso in carne.

Prendo medicine da un dizionario pesante e
soffro per la malformazione della parola
nel quotidiano,
ho un cuore colonna all'infinito
esiliato nel costato d'osso e
cerco un prematuro legame con donna
afflitta da sproporzionato bisogno d'affetto.

 

I giorni del silenzio



Non vado in chiesa ho paura,
il patto di pietre fan ombra
tra le urla dei morti in croce,
il prego lo tengo sepolto in costa
preferendo abbracciar
l'angelo sui marciapiedi d'asfalto.

Ci son giorni in cui scrivo,
sotto pelle un diavolo m'arde e
offro alle vergini dita
amplessi reali di carta..

...ci son giorni in cui taccio.
Conto i chiodi sui palmi del santo e
mi stringo ai verbi dei profeti
per ingannare la morte e il peccato....

non è sempre così,
quando sento ardere i tempi sugli argini di carne
tendo a volare
verso tenebrosi imbuti notturni
tra sirene di ambulanze e puttane
vagando ombra per le strade dell'Inferno
succhiando fumi della vita reale.
Ho sulla schiena i resti dell'ala,
l'inchiostro mi cola dagli occhi,
il blu tramonta e risorge in testa
ma con la fede per l'uomo
a discrezione della morte terrena
non faccio alcun maledetto patto
 

 

 

 
 

 

L'assoluto

Se dovessi accendermi
potrei brillarti in versi
liquido e blu
in rima con la stella che
prodiga nei tuoi occhi
l'assoluto.

 

 
 

Allegoriche fughe

Presto e nonostante i tradimenti
scivolerai sul cuore vuoto di illusioni e
la tua stagione da poeta sarà finita,
mio buon vecchio e crudele amante.
Oppure, divenendo umile posterai eroe
sul mio passo nuove novelle,
le migliori e
i tuoi canti d'astuto cortigiano
saran impressi sulla mortale storia.
Fossero gli inferi prigioni,
luogo di culto ne faresti,
spronando la radice di granito
a perforar la carne del sottoterra.
Ma Lucifero aggrada poco,
quel demone ancor in divenire convinto
d'esser pietoso nella mortalità che
l'amore liquido dei suoi amanti
firmando con la loro anima
il contratto d'immortalità.
Nemmeno il sommo male approva
la sfida all'imbutto orizzontale
dunque tu resti qui
con me,
senza cieli e ali per volare
senza un paradiso disposto a toglierti i peccati.
Si agitano in me i primi giorni
ancora incantevoli e profumati,
un harem di stagioni son passate ma
loro tersi restan nella gloria,
erano i primi nostri baci
la musica, le rime i versi e
poi l'amore,
sembravano dipinte allegorie le nostre fughe,
belle menzogne,
belle bugie.
Sii languido nel tuo ferirmi,
non dar sferzate ai tuoi slanci di passione,
se vuoi uccidermi
uccidi ma
non tornare indietro
a seppellirmi il corpo.

 

Luccican le stelle

Lucican le stelle e
la piatta Luna langue,
resuscita l'ombra
sembra di morte la landa
io brucio ceri astratti
per spaventar fantasmi,
nel dormiveglia piange
la tenebra disfatta.
Piatto il cielo attende
colare la speranza
sul magro orizzonte
sull'azzurra calza,
il cranio della terra
ascolta quieto l'eco
del mortal uccello che
attende il giorno.
L'aspra notte scheggia
il mio dorato occhio
la riva del bel verso
tradito dal tramonto.
Guardala penare
la marea in fiore
d'astri virginali
sopra i dolori.
Guardami amore
dal tuo lontano marmo
come colo inchiostro
dincendoti che t'amo.
 

 
 
       
Jacqueline Miu-Jack divinafollia poesiablu

 

 


 

 

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