Commenti alle opere
divinafollia 2007

 
 
 

 

Ruben Maria Marchi 

 

 

 

 

 

 

 

La notte

La notte si è ormai abbandonata sopra la città.
Il suo respiro trapassa le solitarie ombre nelle calli
Il suo silenzio bussa alle porte e alle finestre
piangenti ancora di luce.
Vorrei immergermi nel suo blu,
coprirmi con le sue stelle,
accarezzare il suo infinito.

 

 

 

Bellezza

 La tua bellezza
trafigge nel profondo.
Il tocco della rosa
richiama il ner color
che tutto esalta;
tali sono i sapori
del fresco inverno d'estate
che come granate
rompono noi uomini,
calici di cristallo in festa.

 

 

 

Quando ti ho vista

 Quando ti Ho vista
è stato l'oceano all'improvviso,
il tuo sguardo una piuma al vento
il tuo sorriso il sole.
 

 

 

Spicchio di Luna

Spicchio di Luna
grande nella sera.
falce tagliente cuori
e tracce di amore
cosparse in ogni dove.

 

 

Claudio,

Claudio
cavalier di gran falco
armato,
un segreto in piazza mi ha confidato:
“La gran fame
copre i miei sensi
e le passere rendono
emergenti,
i miei sogni più imprevidenti”.
“Non render spazio
a tale problema”.
“Pensa alle valve,
figlie del mare,
con audacia
nascondenti il nettare
da assaporare”
Troppo tardi a fuoco
compresi,
l'immagine diradare
e il pericolo dal suo volto

sfavillare.
La natura scese a giudizio e
l'alleatoreo caso volle che
una giovin pulzella, di gusti borghesi,
divenne di lussuria oggetto.
Feci presa di mia temperanza
per da amico deviare e frenare
quel che divide l'essere dall'animale..
Ma come il nettare goloso
che il colibrì assale,
mamma mia qui finisce male!
La giovin fanciulla,
di sorriso fuggente,
con la Venere forza,
trasformò il mio amico
in un deficiente.

Lascio a voi cari lettori
la fine di questa focosa e insulsa novella,
che se d'immagine non pacate
un sicuro lieto fine ad ali aperte troviate.

 

 

Vento e Pioggia

Vento e Pioggia
distesi scendono
su città che l'amor consuma
con dolorosa purezza
in infinita fine
Sole e Luna per sempre,
fuggenti.
Inverno perdona Primavera
che anima e rincuora.
Brucia ghiacci,
Vive fiori,
Piange fiumi.
E allora di versi suggeritrice,
città mia
parlami,
mostrami
con notturne ali
di sentimento cullate,
quel che io devo
per la limpida purezza diamantea,
dai suoi occhi ancora
saggiare.
 

 

IL VIAGGIO
 Ripenso al passato con un filo di rimpianto,
 


 

 

 Ultimo Aggiornamento: